{"id":448,"date":"2021-04-26T09:49:46","date_gmt":"2021-04-26T08:49:46","guid":{"rendered":"https:\/\/ambniamey.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/04\/intervento-del-presidente-della_1\/"},"modified":"2021-04-26T09:49:46","modified_gmt":"2021-04-26T08:49:46","slug":"intervento-del-presidente-della_1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambniamey.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/04\/intervento-del-presidente-della_1\/","title":{"rendered":"Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Cerimonia in occasione del 76\u00b0 anniversario della Liberazione"},"content":{"rendered":"<p>Rivolgo un saluto ai Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio, della Corte Costituzionale. Ai rappresentanti dell\u2019Anpi e delle Associazioni combattentistiche e partigiane e d\u2019arma.<\/p>\n<p>Sono passati settantasei anni da quando &#8211; il 25 aprile del 1945 &#8211; la voce di Sandro Pertini lanciava, dai microfoni Radio Milano Liberata, a nome del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia e del Corpo Volontari della Libert\u00e0 il proclama di insurrezione nazionale contro le truppe nazifasciste.<\/p>\n<p>Una data simbolica della guerra di Liberazione, scelta dalla Repubblica Italiana per ricordare la conclusione del conflitto sanguinoso, la fine della brutale e spietata occupazione nazista, il crollo definitivo del fascismo.<\/p>\n<p>Questa giornata, per gli italiani, rappresenta la festa civile della riconquista della libert\u00e0. La vittoria dell\u2019umanit\u00e0 sulla barbarie. Il giorno di un nuovo inizio, pieno di entusiasmo, portato a compimento con la Costituzione Repubblicana del 1948.<\/p>\n<p>Ringrazio chi ha contribuito a farcela rivivere in modo cos\u00ec appassionante e coinvolgente: il professor Emilio Gentile, con le sue lucide considerazioni. Il filmato, sempre accurato, di Rai Storia, la bravura e il pathos di Greta Scarano &#8211; che ringrazio molto -, la versione cos\u00ec suggestiva dell\u2019Inno nazionale e l\u2019esecuzione di Bella Ciao interpretate da Daniele Di Bonaventura e Marcello Peghin.<\/p>\n<p>Il 25 aprile rappresenta uno spartiacque imprescindibile nella nostra storia nazionale.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u2013 affrancatasi, con il sangue di migliaia di martiri, da vent\u2019anni di dittatura e di oscurantismo \u2013 torn\u00f2 a sedersi nel novero delle nazioni civili, democratiche, pacifiche, dopo la guerra sanguinaria in cui era precipitata con il fascismo.<\/p>\n<p>Le conquiste politiche, sociali, culturali, i diritti, la libert\u00e0 di opinione, di voto, di associazione, di cui oggi godiamo, trovano il loro saldo radicamento nel 25 aprile. E, grazie alla Repubblica e alla sua Costituzione nate dalla Resistenza, furono estesi a tutti, senza eccezioni. A chi partecip\u00f2 al movimento di Liberazione, a chi lo sostenne, a chi se ne sent\u00ec estraneo, anche a chi lo combatt\u00e9.<\/p>\n<p>Quando, dopo l\u20198 settembre, le truppe di Hitler invasero l\u2019Italia, mutilandone l\u2019integrit\u00e0 territoriale, imponendo un giogo di brutalit\u00e0, stermini, eccidi, deportazioni, con la collaborazione complice dei fascisti, migliaia e migliaia di italiani, militari e civili, compresero che la Patria in cui voler vivere e per cui si poteva anche morire, non poteva che essere una Patria libera, democratica, fondata sul diritto, sulla pace, sulla convivenza.<\/p>\n<p>Furono i valori di piet\u00e0 e di civilt\u00e0 della nostra gente, la ribellione contro la prepotenza e la furia cieca e devastatrice, a provocare le tante rivolte in molti paesi e citt\u00e0 dell\u2019intero territorio nazionale.<\/p>\n<p>Furono sentimenti semplici di solidariet\u00e0, di repulsione contro la crudelt\u00e0, a muovere gran parte della popolazione a resistere, a sostenere materialmente i partigiani o l\u2019esercito alleato, a boicottare i nazifascisti, a nascondere in casa un ebreo, un renitente o un soldato alleato, pur sapendo che questa scelta di umana solidariet\u00e0 poteva mettere a rischio la propria vita e quella dei propri cari.<\/p>\n<p>Fu il senso dell\u2019onore e dell\u2019amor patrio a far preferire a seicentomila militari italiani la terribile, e spesso mortale, deportazione nei lager in Germania, piuttosto che combattere a fianco degli oppressori e degli aguzzini.<\/p>\n<p>La crudelt\u00e0 praticata dai nazifascisti anche contro anziani, donne e bambini inermi \u2013 come abbiamo sentito poc\u2019anzi nella terribile testimonianza rievocata poc\u2019anzi da Greta Scarano \u2013 non fiacc\u00f2 l\u2019aspirazione alla libert\u00e0, ma, anzi, rafforz\u00f2 il coraggio e la determinazione di chi decise di opporsi.<\/p>\n<p>Rinascita, unit\u00e0, coesione, i sentimenti che hanno consentito al Paese di archiviare con la Liberazione una pagina nefasta della sua storia.<\/p>\n<p>Una memoria consapevole che guarda al futuro.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno celebreremo anche i settantacinque anni della Repubblica. La Repubblica che ha avuto origine dalla Resistenza.<\/p>\n<p>Per molti anni, dopo la guerra, questa affermazione \u00e8 stata ripetuta e ha accompagnato il processo di consolidamento della nostra democrazia. La Resistenza come laboratorio dove si speriment\u00f2 l\u2019incontro e la collaborazione tra le grandi forze popolari, tra le diverse posizioni e culture politiche. La Resistenza come grande serbatoio di istanze morali.<\/p>\n<p>\u00c8 bene oggi chiedersi, dopo tanti anni, quale traccia sia rimasta di questa consapevolezza. Cosa significhi oggi, soprattutto per le<br \/>generazioni pi\u00f9 giovani, parlare di Resistenza. Ed \u00e8 tanto pi\u00f9 necessario in un tempo come quello che viviamo, nel quale l\u2019orizzonte appare oscurato dall\u2019angoscia, il futuro nascosto dall\u2019incertezza e dalle ferite profonde prodotte dalla pandemia.<\/p>\n<p>Io credo che questa traccia sia tuttora ben presente e chiara.<\/p>\n<p>E credo anche che, allontanandoci sempre pi\u00f9 nel tempo da quell\u2019esperienza cos\u00ec decisiva, siamo in grado di comprendere, con le lenti della storia, cosa fu davvero la Resistenza e perch\u00e9 essa \u00e8 diventata patrimonio di tutti; e premessa della rinascita democratica.<\/p>\n<p>Resistere allora signific\u00f2 combattere, rischiare di morire. Ma signific\u00f2 anche curare, accogliere perseguitati, testimoniare la propria umanit\u00e0. Signific\u00f2 scrivere e parlare. Preparare con le idee nuove il tempo della libert\u00e0 per tutti. Signific\u00f2 coraggio e speranza.<\/p>\n<p>Nel momento pi\u00f9 buio e drammatico della nostra storia molti italiani, a prescindere dalle appartenenze politiche, culturali e religiose, risposero prima di tutto alla loro coscienza per opporsi alla violenza, alla dittatura, all\u2019ingiustizia. In nome della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Resistere fu anzitutto un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 personale, talvolta pagata con la vita. Una disponibilit\u00e0 al sacrificio, una scelta rischiosa fatta come atto di amore per la Patria, per la propria comunit\u00e0. Un regalo alle generazioni che sarebbero venute dopo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il lascito pi\u00f9 vivo della Resistenza, il cui valore morale si \u00e8 proiettato anche oltre il significato storico e politico di quella esperienza. Ed \u00e8 per questo che quel patrimonio di ideali e di valori ha continuato a parlarci cos\u00ec a lungo e ci sostiene, oggi, nelle difficolt\u00e0 del presente.<\/p>\n<p>Vorrei dire soprattutto ai giovani di oggi: il ricordo, la consapevolezza del dolore, dei sacrifici, dei tempi bui che, nel corso del tempo, abbiamo pi\u00f9 volte attraversato, ieri come oggi, ci tengono uniti. Ci fanno riconoscere nel nostro comune destino.<\/p>\n<p>Quel ricordo \u00e8 il cemento che tiene insieme la nostra comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Viva il 25 aprile, Viva la Repubblica, Viva l\u2019Italia!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Rivolgo un saluto ai Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio, della Corte Costituzionale. Ai rappresentanti dell\u2019Anpi e delle Associazioni combattentistiche e partigiane e d\u2019arma. 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