{"id":460,"date":"2021-01-04T09:52:14","date_gmt":"2021-01-04T08:52:14","guid":{"rendered":"https:\/\/ambniamey.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/01\/messaggio-di-fine-anno-del-presidente\/"},"modified":"2021-01-04T09:52:14","modified_gmt":"2021-01-04T08:52:14","slug":"messaggio-di-fine-anno-del-presidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambniamey.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/01\/messaggio-di-fine-anno-del-presidente\/","title":{"rendered":"Messaggio di Fine Anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella"},"content":{"rendered":"<p>&#8221; Care concittadine e cari concittadini,<\/p>\n<p>avvicinandosi questo tradizionale appuntamento di fine anno, ho avvertito la difficolt\u00e0 di trovare le parole adatte per esprimere a ciascuno di voi un pensiero augurale.<\/p>\n<p>Sono giorni, questi, in cui convivono angoscia e speranza.<\/p>\n<p>La pandemia che stiamo affrontando mette a rischio le nostre esistenze, ferisce il nostro modo di vivere.<\/p>\n<p>Vorremmo tornare a essere immersi in realt\u00e0 e in esperienze che ci sono consuete. Ad avere ospedali non investiti dall\u2019emergenza. Scuole e Universit\u00e0 aperte, per i nostri bambini e i nostri giovani. Anziani non pi\u00f9 isolati per necessit\u00e0 e precauzione. Fabbriche, teatri, ristoranti, negozi pienamente funzionanti. Trasporti regolari. Normali contatti con i Paesi a noi vicini e con i pi\u00f9 lontani, con i quali abbiamo costruito relazioni in tutti questi anni.<\/p>\n<p>Aspiriamo a riappropriarci della nostra vita.<\/p>\n<p>Il virus, sconosciuto e imprevedibile, ci ha colpito prima di ogni altro Paese europeo. L\u2019inizio del tunnel. Con la drammatica contabilit\u00e0 dei contagi, delle morti. Le immagini delle strade e delle piazze deserte. Le tante solitudini. Il pensiero straziante di chi moriva senza avere accanto i propri cari.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo dell\u2019estate ha portato con s\u00e9 l\u2019illusione dello scampato pericolo, un diffuso rilassamento. Con il desiderio, comprensibile, di ricominciare a vivere come prima, di porre tra parentesi questo incubo.<\/p>\n<p>Poi, a settembre, la seconda offensiva del virus. Prima nei Paesi vicini a noi, e poi qui, in Italia. Ancora contagi \u2013 siamo oltre due milioni &#8211; ancora vittime, ancora dolore che si rinnova. Mentre continua l\u2019impegno generoso di medici e operatori sanitari.<\/p>\n<p>Il mondo \u00e8 stato colpito duramente. Ovunque.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Italia ha pagato un prezzo molto alto.<\/p>\n<p>Rivolgendomi a voi parto proprio da qui: dalla necessit\u00e0 di dare insieme memoria di quello che abbiamo vissuto in questo anno. Senza chiudere gli occhi di fronte alla realt\u00e0.<\/p>\n<p>La pandemia ha scavato solchi profondi nelle nostre vite, nella nostra societ\u00e0. Ha acuito fragilit\u00e0 del passato. Ha aggravato vecchie diseguaglianze e ne ha generate di nuove.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 ha prodotto pesanti conseguenze sociali ed economiche. Abbiamo perso posti di lavoro. Donne e giovani sono stati particolarmente penalizzati. Lo sono le persone con disabilit\u00e0. Tante imprese temono per il loro futuro. Una larga fascia di lavoratori autonomi e di precari ha visto azzerare o bruscamente calare il proprio reddito. Nella comune difficolt\u00e0 alcuni settori hanno sofferto pi\u00f9 di altri.<\/p>\n<p>La pandemia ha seminato un senso di smarrimento: pone in discussione prospettive di vita. Basti pensare alla previsione di un calo ulteriore delle nascite, spia dell\u2019incertezza che il virus ha insinuato nella nostra comunit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la realt\u00e0, che bisogna riconoscere e affrontare.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo sono emersi segnali importanti, che incoraggiano una speranza concreta. Perch\u00e9 non prevalga la paura e perch\u00e9 le preoccupazioni possano trasformarsi nell\u2019energia necessaria per ricostruire, per ripartire.<\/p>\n<p>Nella prima fase, quando ancora erano pochi gli strumenti a disposizione per contrastare il virus, la reazione alla pandemia si \u00e8 fondata anzitutto sul senso di comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Adesso stiamo mettendo in atto strategie pi\u00f9 complesse, a partire dal piano di vaccinazione, iniziato nel medesimo giorno in tutta Europa.<\/p>\n<p>Inoltre, per fronteggiare le gravi conseguenze economiche sono in campo interventi europei innovativi e di straordinaria importanza.<\/p>\n<p>Mai un vaccino \u00e8 stato realizzato in cos\u00ec poco tempo.<\/p>\n<p>Mai l\u2019Unione Europea si \u00e8 assunta un compito cos\u00ec rilevante per i propri cittadini.<\/p>\n<p>Per il vaccino si \u00e8 formata, anche con il contributo dei ricercatori italiani, un\u2019alleanza mondiale della scienza e della ricerca, sorretta da un imponente sostegno politico e finanziario che ne ha moltiplicato la velocit\u00e0 di individuazione.<\/p>\n<p>La scienza ci offre l\u2019arma pi\u00f9 forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Ora a tutti e ovunque, senza distinzioni, dovr\u00e0 essere consentito di vaccinarsi gratuitamente: perch\u00e9 \u00e8 giusto e perch\u00e9 necessario per la sicurezza comune.<\/p>\n<p>Vaccinarsi \u00e8 una scelta di responsabilit\u00e0, un dovere. Tanto pi\u00f9 per chi opera a contatto con i malati e le persone pi\u00f9 fragili.<\/p>\n<p>Di fronte a una malattia cos\u00ec fortemente contagiosa, che provoca tante morti, \u00e8 necessario tutelare la propria salute ed \u00e8 doveroso proteggere quella degli altri, familiari, amici, colleghi.<\/p>\n<p>Io mi vacciner\u00f2 appena possibile, dopo le categorie che, essendo a rischio maggiore, debbono avere la precedenza.<\/p>\n<p>Il vaccino e le iniziative dell\u2019Unione Europea sono due vettori decisivi della nostra rinascita.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea \u00e8 stata capace di compiere un balzo in avanti. Ha prevalso l\u2019Europa dei valori comuni e dei cittadini. Non era scontato.<\/p>\n<p>Alla crisi finanziaria di un decennio or sono l\u2019Europa rispose senza solidariet\u00e0 e senza una visione chiara del proprio futuro. Gli interessi egoistici prevalsero. Vecchi canoni politici ed economici mostrarono tutta la loro inadeguatezza.<\/p>\n<p>Ora le scelte dell\u2019Unione Europea poggiano su basi nuove. L\u2019Italia \u00e8 stata protagonista in questo cambiamento.<\/p>\n<p>Ci accingiamo \u2013 sul versante della salute e su quello economico \u2013 a un grande compito. Tutto questo richiama e sollecita ancor di pi\u00f9 la responsabilit\u00e0 delle istituzioni anzitutto, delle forze economiche, dei corpi sociali, di ciascuno di noi. Seriet\u00e0, collaborazione, e anche senso del dovere, sono necessari per proteggerci e per ripartire.<\/p>\n<p>Il piano europeo per la ripresa, e la sua declinazione nazionale \u2013 che deve essere concreta, efficace, rigorosa, senza disperdere risorse &#8211; possono permetterci di superare fragilit\u00e0 strutturali che hanno impedito all\u2019Italia di crescere come avrebbe potuto.<\/p>\n<p>Cambiamo ci\u00f2 che va cambiato, rimettendoci coraggiosamente in gioco.<\/p>\n<p>Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo alle giovani generazioni.<\/p>\n<p>Ognuno faccia la propria parte.<\/p>\n<p>La pandemia ci ha fatto riscoprire e comprendere quanto siamo legati agli altri; quanto ciascuno di noi dipenda dagli altri. Come abbiamo veduto, la solidariet\u00e0 \u00e8 tornata a mostrarsi base necessaria della convivenza e della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Solidariet\u00e0 internazionale. Solidariet\u00e0 in Europa. Solidariet\u00e0 all\u2019interno delle nostre comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Il 2021 deve essere l\u2019anno della sconfitta del virus e il primo della ripresa. Un anno in cui ciascuno di noi \u00e8 chiamato anche all\u2019impegno di ricambiare quanto ricevuto con gesti gratuiti, spesso da sconosciuti. Da persone che hanno posto la stessa loro vita in gioco per la nostra, come \u00e8 accaduto con tanti medici e operatori sanitari.<\/p>\n<p>Ci siamo ritrovati nei gesti concreti di molti. Hanno manifestato una fraternit\u00e0 che si nutre non di parole bens\u00ec di umanit\u00e0, che prescinde dall\u2019origine di ognuno di noi, dalla cultura di ognuno e dalla sua condizione sociale.<\/p>\n<p>\u00c8 lo spirito autentico della Repubblica.<\/p>\n<p>La fiducia di cui abbiamo bisogno si costruisce cos\u00ec: tenendo connesse le responsabilit\u00e0 delle istituzioni con i sentimenti delle persone.<\/p>\n<p>La pandemia ha accentuato limiti e ritardi del nostro Paese. Ci sono stati certamente anche errori nel fronteggiare una realt\u00e0 improvvisa e sconosciuta.<\/p>\n<p>Si poteva fare di pi\u00f9 e meglio? Probabilmente s\u00ec, come sempre. Ma non va ignorato neppure quanto di positivo \u00e8 stato realizzato e ha consentito la tenuta del Paese grazie all\u2019impegno dispiegato da tante parti. Tra queste le Forze Armate e le Forze dell\u2019Ordine che ringrazio.<\/p>\n<p>Abbiamo avuto la capacit\u00e0 di reagire.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 ha dovuto rallentare ma non si \u00e8 fermata.<\/p>\n<p>Non siamo in bal\u00eca degli eventi.<\/p>\n<p>Ora dobbiamo preparare il futuro.<\/p>\n<p>Non viviamo in una parentesi della storia. Questo \u00e8 tempo di costruttori. I prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall\u2019emergenza e per porre le basi di una stagione nuova.<\/p>\n<p>Non sono ammesse distrazioni. Non si deve perdere tempo. Non vanno sprecate energie e opportunit\u00e0 per inseguire illusori vantaggi di parte. E\u2019 questo quel che i cittadini si attendono.<\/p>\n<p>La sfida che \u00e8 dinanzi a quanti rivestono ruoli dirigenziali nei vari ambiti, e davanti a tutti noi, richiama l\u2019unit\u00e0 morale e civile degli italiani. Non si tratta di annullare le diversit\u00e0 di idee, di ruoli, di interessi ma di realizzare quella convergenza di fondo che ha permesso al nostro Paese di superare momenti storici di grande, talvolta drammatica, difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha le carte in regola per riuscire in questa impresa.<\/p>\n<p>Ho ricevuto in questi mesi attestazioni di apprezzamento e di fiducia nei confronti del nostro Paese da parte di tanti Capi di Stato di Paesi amici.<\/p>\n<p>Nel momento in cui, a livello mondiale, si sta riscrivendo l\u2019agenda delle priorit\u00e0, si modificano le strategie di sviluppo ed emergono nuove leadership, dobbiamo agire da protagonisti nella comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>In questa prospettiva sar\u00e0 molto importante, nel prossimo anno, il G20, che l\u2019Italia presiede per la prima volta: un\u2019occasione preziosa per affrontare le grandi sfide globali e un\u2019opportunit\u00e0 per rafforzare il prestigio del nostro Paese.<\/p>\n<p>L\u2019anno che si apre propone diverse ricorrenze importanti.<\/p>\n<p>Tappe della nostra storia, anniversari che raccontano il cammino che ci ha condotto ad una unit\u00e0 che non \u00e8 soltanto di territorio.<br \/>Ricorderemo il settimo centenario della morte di Dante.<\/p>\n<p>Celebreremo poi il centosessantesimo dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, il centenario della collocazione del Milite Ignoto all\u2019Altare della Patria.<\/p>\n<p>E ancora i settantacinque anni della Repubblica.<\/p>\n<p>Dal Risorgimento alla Liberazione: le radici della nostra Costituzione. Memoria e consapevolezza della nostra identit\u00e0 nazionale ci aiutano per costruire il futuro.<\/p>\n<p>Esprimo un ringraziamento a Papa Francesco per il suo magistero e per l\u2019affetto che trasmette al popolo italiano, facendosi testimone di speranza e di giustizia. A lui rivolgo l\u2019augurio pi\u00f9 sincero per l\u2019anno che inizia.<\/p>\n<p>Complimenti e auguri ai goriziani per la designazione di Gorizia e Nova Gorica, congiuntamente, a capitale europea della cultura per il 2025. Si tratta di un segnale che rende onore a Italia e Slovenia per avere sviluppato relazioni che vanno oltre la convivenza e il rispetto reciproco ed esprimono collaborazione e prospettive di futuro comune. Mi auguro che questo messaggio sia raccolto nelle zone di confine di tante parti del mondo, anche d\u2019 Europa, in cui vi sono scontri spesso aspri e talvolta guerre anzich\u00e9 la ricerca di incontro tra culture e tradizioni diverse.<\/p>\n<p>Vorrei infine dare atto a tutti voi \u2013 con un ringraziamento particolarmente intenso &#8211; dei sacrifici fatti in questi mesi con senso di responsabilit\u00e0. E vorrei sottolineare l\u2019importanza di mantenere le precauzioni raccomandate fintanto che la campagna vaccinale non avr\u00e0 definitivamente sconfitto la pandemia.<\/p>\n<p>Care concittadine e cari concittadini,<\/p>\n<p>quello che inizia sar\u00e0 il mio ultimo anno come Presidente della Repubblica.<\/p>\n<p>Coincider\u00e0 con il primo anno da dedicare alla ripresa della vita economica e sociale del nostro Paese.<\/p>\n<p>La ripartenza sar\u00e0 al centro di quest\u2019ultimo tratto del mio mandato.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 un anno di lavoro intenso.<\/p>\n<p>Abbiamo le risorse per farcela.<\/p>\n<p>Auguri di buon anno a tutti voi! &#8220;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8221; Care concittadine e cari concittadini, avvicinandosi questo tradizionale appuntamento di fine anno, ho avvertito la difficolt\u00e0 di trovare le parole adatte per esprimere a ciascuno di voi un pensiero augurale. Sono giorni, questi, in cui convivono angoscia e speranza. 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